IL SUONO DI UNA MANO SOLA di Alessandro di Prima

Questa settimana conosciamo meglio Alessandro di Prima, l’autore di IL SUONO DI UNA MANO SOLA, uno dei racconti selezionati nel concorso “MYBOOK Tell Your Story #1” by NAVA.

Prefazione del racconto IL SUONO DI UNA MANO SOLA

“Bianco è il colore della vendetta. Impalpabile. Fallace. Imperscrutabile. La rappresaglia è un’azione di forza che il nemico confina nel cuore e nei muscoli per sferrare il morso avvelenato a viso aperto, serenamente.

Poiché il carnefice, vessato per anni dall’assenza d’indulgenza, consuma il tempo nutrendosi di quell’istante futuro in cui imporrà la sconfitta alla vittima, un dolore che la controparte assaporerà durante il fiotto d’adrenalina, e poi per sempre.

Ma che cosa accadrebbe se la vendetta si ritorcesse contro l’aggressore, inaspettatamente? Il suono di una mano sola rivolge questa domanda a chiunque s’impelaghi nella sua lettura, scabrosa, travagliata, menzogna dopo menzogna. È un racconto sulla vendetta, sull’oppressione e sulla redenzione maturata lungo tutta una storia.

Eppure il perdono non è concesso al carnefice didascalicamente ma a uso e consumo della vittima, come unica possibilità di concludere la propria esistenza recuperando la dignità perduta.

La vendetta è studiata durante un periodo di oltre quarant’anni e attuata nell’età avanzata. È il caso, però, a deciderne i tempi, non il boia né il martire che decenni addietro ha indossato persino l’abito opposto.

La scelta contrappuntistica di due anziani che rivangano, e si odiano, e si sfidano a suon di accuse impastate di bugie e di ricordi è la giustapposizione che rivela l’immagine di un essere umano nel profondo: un mammifero che non migliora invecchiando, capace di coltivare la sterilità dell’odio senza addolcirsi mai del tutto.

Tuttavia, nell’alternanza comportamentale di ciascuno, meditazione e pentimento coesistono con follia e assurdità. E, delle volte, riescono addirittura a ribaltare le sorti di un gioco solo apparentemente già scritto.

È bene rilevare che Il suono di una mano sola non vuol essere un monito su cosa l’uomo sia sempre stato o divenuto attraverso il peso dei millenni. È soltanto un racconto senza pretese né presunzioni, che si prefigge l’obiettivo di far riflettere chi in più di un’occasione sia stato infiammato da una rabbia omicida evaporata dopo un rigido esame di coscienza. Perché la vita è soprattutto un dono utile a saggiare e affinare le nostre statistiche.”

L’autore: Alessandro di Prima

“Mi chiamo Alessandro Di Prima e sono un ingegnere gestionale nato in Sicilia, in provincia di Caltanissetta, il 4 marzo 1981. La passione per la scrittura esplose in me durante i primi temi liberi delle scuole elementari.

In quei frangenti mi rendevo conto di quanto fosse eccitante raccontare una storia in cui la vita si celava dietro le parole. Sono cresciuto inseguendo il sogno di uno stile autentico, cercando di saziare la sete del demone dentro di me, che con tutte le sue forze tentava di distrarmi dalla necessità degli studi. Per questo ho alternato laconiche incostanti composizioni alla stasi.

Tuttavia, lentamente, con caparbietà, l’idea di ciascun racconto iniziava a servire unicamente ciò che avessi da dire, non soltanto l’eleganza della forma. La scrittura, da ultimo, diveniva efficace impazienza di lasciarsi ascoltare. Distante dal mero esercizio.

L’idea per Il suono di una mano sola nacque sette anni fa come sfida lanciatami dalla stessa persona cui ho dedicato il racconto. Lui, appassionato di zen, mi disse che sarei stato pronto a misurarmi con altri narratori quando avrei saputo descrivere il suono prodotto da una sola mano. Nonostante la retorica del koan, promisi a me stesso che avrei inventato quel suono per farne un racconto che si sarebbe lasciato alle spalle il silenzio del lettore che riflettendo ne avrebbe colto le sfumature. Alcuni mesi più tardi, limavo il mio orgoglio.

Scrivo e sperimento da otto anni rileggendo, sottraendo e smussando periodi, pensieri e suoni. Sono e continuerò a essere un fanatico dell’asciuttezza tramandatami dal rigore di Hemingway, Chatwin, Fante, Calvino, Trilussa e molti altri. Immensi ispiratori: fuoco, martello e mola del mio acciaio.”

Scritto da NAVA Design – Ufficio Marketing